Saggi
Chiesa Madre - Veglie

.

SE DIO ESISTE PERCHE’ NON SI VEDE?

Tommaso pone innanzitutto tre argomenti in favore di una risposta affermativa. Si può infatti affermare, secondo ciò che già il Damasceno nel De fide orthodoxa sostenne che la conoscenza di Dio è insita in tutti. Lo stesso Aristotele negli Analitici Posteriori disse che coloro i quali dicono che è di per sé evidente l’esistenza, conoscono i primi principi, cioè quelli che sono a monte di tutto. E ancora conoscendo che cos’è la parte e il tutto immediatamente si comprende Dio, intendendo ciò di cui non si può pensare nulla di più grande. Alcuni potrebbero controbattere sostenendo che questo Dio è solo pensiero, è solo nella mente, ma nella realtà non esiste, ma ciò viene contestato sia da Aristotele che dall’Aquinate in maniera differente. Infatti, il primo [...continua...]

( Antonio Cirfeta - 05/05/2018 )

La quaresima periodo di digiuno, preghiera voglia essere per noi cristiani un tempo per poterci abbandonare, fidare e affidare a Dio. Abbiamo ascoltato nella seconda domenica di quaresima, detta della trasfigurazione, l’invito di Dio ad Abramo, a tal proposito facciamo una riflessione sulla nostra esistenza.

Essa prevede due fasi principali lo svelamento della nostra vera identità che è proprio della conoscenza dell’individuo e l’abbandono, lo facciamo con l’ausilio di due filosofi Schopenauer e Kierkegaard. Il primo ateo, il secondo cristiano ma non cattolico. Schopenauer affermava che per poter conoscere la nostra esistenza, ossia ciò che fa essere l’essere cio che è, è necessario togliere il “velo di Maya”, questo giunge a dirlo partendo dall’assioma che il mondo è una nostra rappresentazione. Il velo è quella stoffa che ci permette di vedere in maniera sbiadita la realtà, [...continua...]

( Antonio Cirfeta - 26/02/2018 )

“In questo tempo si abbia cura di rispettare la ricchezza globale dei temi e degli atteggiamenti che la liturgia suggerisce. Il canto sia austero, ma non lamentoso; esprima il dolore della colpa, ma anche la gioia della misericordia; riscopra nel sangue della croce la potenza dell’ amore e risponda alle stimolazioni della Parola per vivere una vita secondo lo Spirito.” (LD, p.141)

Il tempo quaresimale e’ un periodo forte dove si considera il valore dell’ austerita’, del silenzio contemplativo e penitenziale e il canto liturgico puo’ aiutare a vivere tutto piu’ intensamente.

La CROCE e’ un segno principale di questo tempo, mistero della Redenzione, trionfo del Crocifisso, l’Amore che vince la morte e il peccato. E proprio durante l’adorazione della croce del Venerdi’ Santo il canto dara’ spessore a questo suo significato.

L’ATTO PENITENZIALE dovra’ essere evidenziato [...continua...]

( Matteo Durante - 14/02/2018 )

Come ogni anno ci si ritrova a riscaldare davanti ad un camino, a preparare il presepe, gli addobbi, l' albero tutto concorre ad uno sfavillante di luci senza vedere la Luce. Questa festa che ci porta sempre piu' a vedere la trascendenza a fare i sogni piu' belli tutto porta a vivere questo mistero, ma come dice quest' ultimo lemma siamo alla ricerca alla scoperta, ma mi chiedo di cosa? Chi ? quel Mistero che nasce a Natale? Il consumo, il desiderio di andare, perdersi, staccare e non trovarsi. I luoghi in cui si celebra questo mistero sono i centri commerciali che essendo ormai aperti di domenica, permettono di consumarci, e alienarci dalla nostra natura essendo privati dalla dimensione ludica. Tutti potranno obiettare affermando ma noi andiamo la' per fare shopping e in tal modo vivere quel tempo libero, non rendendosi conto che non si vive quel tempo, ma lo si riempie. Il Natale e' l'incontro con la Nostra Natura, scuola di umanita', vedendo in Dio [...continua...]

( Antonio Cirfeta - 12/12/2017 )

Sin da sempre si e' parlato di Dio, prima della venuta del Suo Figlio Unigenito Gesu' Cristo. Se percorriamo tutta la tradizione filosofica, che ha i suoi albori dal IV sec a.C. fino ad oggi, comprendiamo come diverse sono le posizioni prese su questo Argomentum come diceva Sant'Anselmo d'Aosta. Il primo filosofo a parlare in maniera piu' serrata di Dio e' stato Aristotele il quale secondo la prova causale faceva risalire tutto a Lui. Egli affermava che in un rapporto di Atto e Potenza, nella celebre frase 'viene prima l'uovo o la gallina?', noi siamo potenza dei nostri genitori, i quali sono atto in noi e potenza dei nostri nonni, ora percorrendo questo enorme passo indietro si arrivera' ad un Primo Motore Immobile o Atto Puro o Pensiero di Pensiero da cui ha origine il tutto: Dio. Molti, ormai e' risaputo, non credono piu' in Dio, quasi come una sorta di moda del momento, ma cio' che non riescono a fare e' dare seguito a questa non loro "fede". Non a caso ho posto il termine fede [...continua...]

( Antonio Cirfeta - 23/09/2017 )