Parrocchia SS. Giovanni Battista e Irene 

Veglie (LE)


“Che il mio corpo possa riposare in questa Chiesa,
nella quale ho sempre lavorato e che ho cercato
di rendere sempre più decorosa”.
.

Don Natalizio Mele nacque il 25 dicembre 1887 da Donato e Antonia Frassanito. Per il suo docile carattere e per la provvidenziale azione orientativa dei RR. Sacerdoti del tempo, fu avviato come alunno nel seminario di Lecce. Dai Superiori fu avviato presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma, ove si addottorò in Filosofia Scolastica e in Teologia Dogmatica.

L’8 settembre 1912, nella chiesa parrocchiale di S. Irene in Veglie, fu ordinato sacerdote dal nostro illustre concittadino S.E. Mons. Adolfo Verrienti. Esercitò il suo primo ministero sacerdotale tra i fanciulli della parrocchia. Nel giugno 1914 fu nominato Presidente della Congregazione di Carità di Veglie. Nel contempo si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli. Prestò servizio militare, come Tenente Cappellano, durante tutta la prima guerra mondiale. Il 28 febbraio 1920 fu nominato Padre Spirituale della Confraternita del SS.mo Rosario in Veglie e Rettore della chiesa stessa.

Il 30 marzo 1922 Don Natalizio Mele veniva nominato Economo della Curia. Per 32 anni resse, con sommo zelo, la parrocchia, lavorando instancabilmente per la salute spirituale del popolo a lui affidato. Col suo lavoro portò la parrocchia S. Irene ad una delle più quotate della Archidiocesi di Brindisi. Impostò il suo ministero pastorale sulla devozione al S. Cuore di Gesù, che diffuse con tutte le sue energie, sino alla morte. Parlare del Sacro Cuore era per lui una necessità e un piacere sommo.

Le quattro associazioni fondamentali dell’Apostolato dei Laici, trovarono in lui, il fondatore e l’animatore instancabile. Quanti sacrifici affrontò per l’A.C.I.! L’Associazione Figlie di Maria Immacolata, fu altra Associazione che curò con grande zelo sacerdotale.

Gli ammalati e i poveri ebbero un gran posto nel suo cuore di padre e pastore.

Oltre la parte spirituale ebbe sempre a cuore il desiderio di rendere più bella e accogliente la casa del Signore, curandone i restauri. A lui si deve il rifacimento del tetto della Chiesa, la decorazione, parte del pavimento e la sostituzione in marmo di sette altari.

Tutto questo cumulo di meriti furono premiati in vari riconoscimenti pubblici dall’ Autorità Diocesana e da parte Pontificia.

Il 18 settembre 1937 S. Santità Pio XI si benignava annoverarlo fra i suoi Camerieri Segreti Suprannumerari. Cosa che fu ripetuta il 19 gennaio 1940 da Pio XII.

Don Natalizio Mele chiuse la sua vita terrena il 16 marzo 1954.

( da “Veglie – spigolature di vita religiosa” )