Ufficio Scuola - IRC

Parrocchia Ss. Giovanni Battista e Irene
Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni
Veglie (Le)

 TEMPO ORDINARIO (21/5 - 25/11) - Ciclo domenicale/festivo Anno B - Vangelo di Marco - (feriale pari)
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Rendiamo sempre grazie a Dio per voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'operosita' della vostra fede, la fatica della vostra carita' e la fermezza della vostra speranza nel signore nostro Gesu' Cristo, davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui... (1Ts 1,2-4).

Con questo stesso sentimento di gratitudine che l'Apostolo Paolo rivolge alla comunita' di Tessalonica, io mi congedo da voi, comunita' parrocchiale dei SS. Giovanni Battista e Irene. Il rendimento di grazie a Dio sale dalla mia vita per voi, i cui volti stasera vedo e riconosco: volti di uomini e donne che mi avete accompagnato in questo cammino di crescita ministeriale e umana.

Volti che nel settembre 2015 (tre anni addietro) mi sembravano sconosciuti, ignoti, lontani dalla mia cultura, dal mio modo di pensare e vivere la fede... Volti che ho imparato a riconoscere nel suono delle voci ormai a me care e familiari; che ho imparato ad amare e accogliere, seppure nella diversita' delle vedute e delle idee. Volti che spesso ho incontrato, con i quali mi sono anche scontrato, che ho custodito nella preghiera davanti al Signore, che tutto e tutti accoglie e per i quali dona lo Spirito santo perche' nessuno si senta smarrito. Volti di uomini e donne che si sono presi cura di me nei primordi dei miei passi incerti che muovevo tra voi con l'affetto e la premura di una madre che sa accogliere e portare con mano i suoi figli e con quella fermezza nella speranza che l'Apostolo pone in evidenza nello scritto ai Tessalonicesi; una speranza che ha saputo parlarmi di Cristo e del Bene che semina nelle vite di ciascuno di noi.

Il tempo che ho vissuto tra voi e' stato per me motivo di stupore ma anche di fatica: quella fatica che san Paolo collega alla Carita'. Si, fratelli miei, amare fa fatica: non e' il semplice sentimentalismo passeggero che dona un sollievo momentaneo; al contrario amare, cosi' come lo intende il Cristo e san Paolo in questo scritto, porta a quella "sofferenza" che richiama la crescita umana che ciascuno di noi vive. Talvolta quella fatica mi ha fatto piangere e fermare e altre volte quella fatica mi ha dato il coraggio delle scelte autentiche, donandomi altresi' lo stupore per le cose belle che ho vissuto con Voi e tra di Voi. Lo stupore, come spesso ho cercato di raccontarvi con la Parola di Dio, e' la cifra dell'incontro con il Mistero di Dio: fin dalle origini la Scrittura mette in evidenza che il sentimento autentico per incontrare Dio e' lo stupore (Adamo, Abramo, Mose', Elia, Davide...). Questo atteggiamento umano prende avvio dalle relazioni che abbiamo intessuto insieme in questi anni e che hanno avuto il sapore del passaggio di Dio: tale passaggio e' stato sigillato dai sacramenti celebrati, che hanno l'abbondanza della Grazia risanante del Dio-Pastore del gregge; dagli incontri vissuti alla luce della Parola che sempre ci aiuta a vivere nel vero discernimento; dalla convivialita' fraterna e festosa, che rasserena gli animi e ci fa essere al contempo un corpo diversificato dell'unica Chiesa, che noi siamo, che e' Sposa del Cristo-Risorto. Pertanto, sono sereno nel condividervi che i legami vissuti con tutti voi, nonostante ogni differenza, sono i luoghi in cui il Signore abita.

Ora, in questo tempo di bellezza e di gioia rinnovata, giunge la richiesta del mio trasferimento, del mio andare altrove per continuare a camminare nello Spirito del Signore e accompagnato da altri volti: tanti sono stati i sentimenti che mi hanno animato in queste settimane e continuano ad albergare nella mia vita. In questi giorni mi e' tornato alla mente un passo celebre del grande poeta e scrittore Alessandro Manzoni, che ne I Promessi sposi fa emergere i sentimenti piu' reconditi di Lucia, questa promessa sposa di Renzo, che per motivi esterni alla sua volonta' e' costretta a lasciare i luoghi a lei tanto cari, gli affetti familiari e le sue speranze. Cosi' riporta l'autore: Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi e' cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente... Quanto e' tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!.

Il passo tristo di chi e' cresciuto tra voi diventa per me cammino in avanti e possibilita' di far crescere il mio ministero altrove: in un'altra Comunita', in altri luoghi, con altri volti, sapendo cogliere sempre quel volto di Chiesa che ciascuno di noi riproduce nella propria esistenza. E dunque, se il passo e' tristo nel lasciare questi volti e luoghi che rimarranno impressi nella memoria del cuore per tutta l'abbondanza di Grazia che ho cercato di raccontarvi, tuttavia la mia esistenza e' serena del fatto che ci accompagneremo vicendevolmente nel cammino di questa Chiesa Diocesana che e' diversificata nei tanti volti di Comunita' che la compongono.

Una parola di augurio vi vorrei lasciare: sulla scia della lettera ai Tessalonicesi, con cui ho esordito in questo saluto, ricordatevi sempre che se siete Comunita' e' perche' siete stati scelti da Dio. Pertanto, questo e' un dono gratuito del Signore al quale occorre rispondere attraverso quella che san Paolo evidenzia come operosita' della fede: in questo solco auguro a Voi Comunita' di coltivare ed affinare sempre lo sguardo lungimirante e intelligente come quello dei profeti, capace di guardare lontano e di sognare (senza essere idealisti) il mondo cosi' come lo ha sognato il Signore! Un proverbio africano dice che i sogni mettono in cammino le carovane: il Popolo di Dio (noi tutti dunque) e' una carovana in cammino verso l'eterno. Caro don Piero, guida attenta e premurosa, aiuta questa Chiesa a rimanere pellegrina, libera, aperta; continua ad insegnarle qual'e' il vero volto di Dio, di un Dio che con misericordia e nella verita' raddrizza i passi vacillanti verso mete sempre inedite. Tutti noi, che siamo il Popolo pellegrinante, cerchiamo sempre di amare la Chiesa come il Concilio Vaticano II l'ha riscoperta: una Madre per i suoi figli!

Con questi sentimenti che abitano oggi la mia vita, Vi saluto, certo che non ci perderemo, perche', nonostante un po' di lontananza, siamo e rimaniamo uniti dal vincolo ecclesiale della condiocesanita' e, pertanto, continueremo ad essere gli uni per gli altri sostegno, guida e segno autentico del Cristo-Pastore-Bello che conduce la sua Chiesa, la Sposa tutta splendente, verso la gioia piena che viviamo gia' oggi, ma la cui consummatio tutti noi attendiamo.

Al Signore della vita, che scruta ogni desiderio del cuore, innalziamo tutti la lode che e' ringraziamento per il bene che opera nelle nostre esistenze:

Che cosa rendero' al Signore

per tutti i benefici che mi ha fatto?

Alzero' il calice della salvezza

e invochero' il nome del Signore

Sal 115, 3-4

( Don Giulio Andrea Nobile - 27/06/2018 )

Un grande appuntamento in "stile GMG" organizzato dalle Diocesi della Metropolia di Lecce - Arcidiocesi di Lecce, Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Arcidiocesi di Otranto, Diocesi di Nardo'-Gallipoli, Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca - in collaborazione con il Parco Culturale Ecclesiale "Terre del Capo di Leuca - De Finibus Terrae".

Cinque giorni insieme in cui sperimenteremo la spiritualita' del Cammino, muovendo da Brindisi verso il Santuario di Santa Maria di Leuca. Durante il cammino ci confronteremo sperimentando arti performative, rifletteremo sulle parole di pace di Don Tonino Bello e sulla "Convivialita' delle Differenze", per arrivare a scrivere, con giovani provenienti dalle sponde del Mediterraneo e anche da molto piu' lontano, la "Carta di Leuca".

( team parrocchiale - 27/06/2018 )

Costituzione conciliare
SACROSANCTUM CONCILIUM
sulla liturgia
4 dicembre 1963

Il numero 1 della Sacrosanctum Concilium (nome abbreviato con la sigla SC) indica chiaramente che cosa si propone il Concilio: Il sacro Concilio si propone di far crescere ogni giorno piu' la vita cristiana tra i fedeli; (si propone) di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti; (si propone) di favorire cio' che puo' contribuire all'unione di tutti i credenti in Cristo; (si propone) di rinvigorire cio' che giova a chiamare tutti nel seno delle Chiesa. Ritiene quindi di doversi occupare in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia.
(Continua a leggere l'articolo completo...)

( Claudio Penna - 21/01/2018 )

Una prima conoscenza del Concilio.
I nostri anziani spesso si trovano spaesati di fronte a delle novita' o a dei cambiamenti che hanno visto in questi ultimi anni nella Liturgia e nella vita della Chiesa.
In realta' moltissimi di questi cambiamenti sono dovuti proprio ad un incredibile avvenimento che e' avvenuto negli anni in cui i nostri anziani, appunto, erano giovani.

Dal 1962 fino al 1965 la Chiesa ha vissuto il 21^ Concilio Ecumenico, precisamente il Concilio Ecumenico Vaticano II.
Di cosa si tratta? Per capirlo, analizziamo le varie parti che ne compongono il nome: "Concilio ecumenico" indica che si tratta di una riunione alla quale partecipano tutti i vescovi del mondo, insieme al Papa, ed altri chiamati a parteciparvi.

( Claudio Penna - 07/01/2018 )

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